Home > Servizi Professionali > Progettare una Ristrutturazione di Interni 08 09 2017

progettare una ristrutturazione di interni

di Simone Pietro Ferranti
esempio progetto casa

Nell'ambito delle attività delle figure professionali che ruotano attorno ad un intervento di ristrutturazione, spesso il ruolo del tecnico è considerato superfluo.

In realtà, la sottovalutata complessità di gestione, organizzazione e conduzione di una ristrutturazione di interni, è sostenibile solamente attraverso una precisa competenza specialistica, che parte da un’ipotesi preliminare e si traduce in precisi input esecutivi.

Il ruolo del tecnico non è solamente necessario per la presentazione delle pratiche amministrative (ved. nota 1) ma risulta il vero valore aggiunto per la buona riuscita della ristrutturazione: l'elevata specializzazione e le competenze esclusive, infatti, contribuiscono significativamente a fare la reale differenza tra un "progetto freestyle" (cioè un'idea messa in atto estemporaneamente e senza un orientamento tecnico-compositivo, ma basata quasi unicamente su un "collage" di riferimenti spesso contrastanti tra loro, ovvero essenzialmente legata al backround personale) ed una vera attività di progettazione (visione intellettuale critica, organica e coordinata, basata su significativi principi, ed affinata attraverso l'esperienza e la ricerca).

Cerchiamo di comprendere nel dettaglio quali siano i vari livelli di progettazione e come questi possano integrarsi e dare il quid in una ristrutturazione di interni.

Un buon progetto comincia con una curato rilievo dei luoghi e delle loro condizioni di conservazione (hit et nunc), così come il riconoscimento di eventuali qualità e caratteristiche architettoniche o stilistiche. Il registro di tali informazioni passa attraverso una relazione illustrativa ed un elaborato che rappresenta la planimetria dello stato attualeante-operam.

L'attività progettuale ha come incipit formale una attenta e profonda analisi (brief) dei gusti, abitudini e necessità del committente, invitandolo da subito a presentare dei riferimenti visivi che lo hanno colpito e che, se coerenti con il contesto e con le opportunità date dal contenitore architettonico, potranno essere utili suggerimenti per indirizzare la visione del progetto.

IL PROGETTO PRELIMINARE
La progettazione preliminare (o di massima) si riferisce generalmente alla messa appunto di un layout funzionale/distributivo dei nuovi ambienti, operando le dovute accortezze nel rispetto tanto della normativa di settore (leggasi fattibilità e conformità delle opere) tanto nella relazione tra spazio ed utilizzatore (comfort, funzionalità, impatto architettonico).
Non da meno, la capacità di riconoscere, preservare e valorizzare le caratteristiche dell'organismo architettonico (ved. nota 2), sarà strumento indispensabile per non volerne stravolgere l'essenza (specie nei contesti in cui l'edificio possiede precise qualità storico-artistiche o testimoniali-commemorative), ovvero che il progetto sia frutto di un rigoroso momento metodologico (capacità di "ascolto" e di valutazione): solo con questa consapevolezza la proposta di progetto "sartoriale" verrà orientata dalle circostanze specifiche (ved. nota 3), in modo tale che non sia mero espediente per soluzioni avulse, incoerenti o semplicemente autoreferenziali.

Questo livello di progettazione mette in condizione pertanto il committente di valutare, tra diverse proposte, la soluzione che più rispecchia le sue (reali) esigenze, poichè le richieste saranno "filtrate" dal professionista per trovare la loro giusta attuazione. Il progetto di massima non raggiunge quasi mai un livello di rappresentazione di assoluto dettaglio, per permettere di focalizzare l'attenzione sulla qualità dello spazio e l'influenza delle scelte distributive (ved. nota 4).

Le proposte sono generalmente accompagnate anche da una stima di massima del costo di realizzazione: il calcolo sintetico ed assolutamente orientativo è generalmente associato ad una determinata tipologia e categoria di lavori, basato sull'esperienza o su base statistica: con esso si vuole dare importanza alla voce di costo associata ad una determinata soluzione, ed è quasi sempre elemento determinante delle scelte finali del committente. La capacità del progettista sarà infatti quella di massimizzare ed ottimizzare il budget a disposizione, per offrire la migliore soluzione possibile.

 

 

IL PROGETTO DEFINITIVO
Adottata una soluzione (layout), il progetto definitivo, scende nel merito dei singoli ambienti, fornendo suggestioni di materiali, colori, stili e soluzioni architettoniche che rispecchiano generalmente il compromesso tra i desideri del committente e la sensibilità/linguaggio del progettista (influenza culturale, contestualizzazione, personalità, esperienza) nel saperli tradurre in spazi coerenti e che sappiano esprimere valori emozionali. In un progetto di interni, una tavola chiamata Moodboard, consente di coordinare il processo intellettuale (ved. nota 5) (formalizzazione di spazio, luce e materia) e renderlo fruibile al committente: piani e sezioni materiche, viste tridimensionali complete di una selezione di arredi, e campioni reali di finiture ed accessori, completano il processo immaginativo del progetto, permettendo in questo modo al committente di immedesimarsi ed apprezzare la bontà delle soluzioni proposte.

Generalmente anche tali proposte possono essere più di una ed entrambe valide: sicuramente una raccoglierà la sintesi delle richieste, mentre una seconda versione racconterà una ulteriore visione dell'architetto.
Accanto a questa fase vi è un momento indispensabile che è costituito dal contributo del progettista nell'indirizzo e nella scelta finale delle finiture e forniture, ammettendo una consulenza pilota che è indispensabile affinché le scelte siano opportune: in altri termini che materiali ed arredi siano coerenti ed organici con il contesto, raccordandosi perfettamente con l'involucro architettonico progettato.
E' questa la fase nella quale vengono prodotte le asseverazioni e richieste le relative autorizzazioni: questo significa che non è possibile (salvo rari casi) tornare indietro, e che si ritiene che ogni decisione sia consapevole.
E' un momento particolarmente delicato poiché si specifica ulterirmente e definitivamente il progetto, nella sua completezza e complessità, e poichè la partecipazione attiva del committente è richiesta più che in ogni altra fase: programmare gli acquisti è fondamentale per rispettare le tempistiche del successivo (ed imminente) cantiere. Altrettanto indispensabile è non operare scelte affrettate, e sopratutto saper cogliere i suggerimenti dell'architetto, unica e vera guida nel percorso che porterà alla realizzazione dell'opera: solo il professionista che ha curato il progetto vi permetterà di non incorrere in false aspettattive o delusioni per scelte casuali o operate senza avere pienezza e contezza delle linee guida.

 

 

IL PROGETTO ESECUTIVO
Il progetto esecutivo ammette il raggiungimento di un importate livello: la definizione di dettaglio di particolari costruttivi e decorativi, nonché dei piani ed elaborati esecutivi, essenziali al controllo e alla stessa esecuzione delle lavorazioni. Gli elaborati possono comprendere: i layout di posa di pavimenti e rivestimenti, i progetti tecnico-impiantistici, il progetto illuminotecnico, i piani delle controsoffittature, sezioni e prospetti di "montaggio".
Anche questa fase è ampiamente e discussamente troppo spesso considerata superflua, pensando di potersi affidarsi unicamente all'impresa o ad un elaborato grafico di massima (magari quello relativo alla pratica depositata): niente di più sbagliato! Il progetto esecutivo, oltre a scendere nel minimo particolare (si arriva anche a definire particolari ed accessori come la maniglia della porta, con scale di rappresentazione di 1:10 o 1:1) affronta una tematica imprescindibile, preliminare alla realizzazione, che è quella della verifica, controllo, coordinamento ed ottimizzazione. Con lo studio dei dettagli costruttivi si possono prevedere e risolvere questioni o problematiche, ampiamente prima della messa in opera, evitando sorprese e fastidi (sopratutto economici) nella fase di cantiere, quanto ormai sarà troppo tardi per rimediare se non mettendo mano al portafoglio.

Accanto viene redatto un capitolato d'appalto ed un computo di tutte le lavorazioni che permetterà alla committenza di scegliere l'impresa affidataria. Già, altro tasto spesso dolente: il consiglio è sempre quello di far visionare i lavori dell'impresa dal tecnico, in modo che si possa valutare con parere oggettivo la reale competenza della ditta esecutrice. Una cosa è certa: diffidare del prezzo stracciato, poiché la qualità richiede dei costi.

 

 

LA D.L. ED IL CANTIERE
Si pensa che a questo punto l'incarico sia terminato, in realtà il bello deve ancora avvenire: è proprio con l'apertura ufficiale dei lavori (ved. nota 6) che si introduce il rapporto diretto tra Progettista (nel ruolo di Direttore dei Lavori), Committente (Responsabile dei Lavori) ed il Direttore Tecnico (riferimento dell'impresa esecutrice).

Se ben condotta, la Direzione Lavori (ved. nota 7), porterà ad una ottimizzazione del flusso di lavoro, alla riduzione degli imprevisti, alla moderazione delle contrattazioni per nuove e sopraggiunte necessità, ed all'ottenimento della certezza che le opere siano conformi alla regola dell'arte, al buon costruire, al senso e disposizioni del progetto, riducendo o annullando le principali fonti di rischio per la committenza (economico, sicurezza, contenzioso ecc.).

A cantiere concluso, il D.L. redige un atto formale di Regolare Esecuzione, ovvero fatte le opportune verifiche, emette il Collaudo finale, documento indispensabile alla dichiarazione di Fine Lavori ed all'ottenimento dell'attestazione di agibilità (ex.abitabilità).

A questo punto il progettista, se non sono state rilevate anomalie o discordanze con quanto disposto nel progetto depositato, compila ed inoltra la comunicazione del fine lavori, allegando la relativa variazione catastale.

 

NOTE

1. Ricordiamo ad oggi per le manutenzioni straordinarie, come si definiscono tecnicamente le "ristrutturazioni" di interni che interessano sostanzialmente il carattere distributivo, impiantistico e le finiture di un immobile esistente, è obbligatorio il deposito di una Comunicazione Inizio Lavori Asseverata (CILA) e della pratica di aggiornamento catastale (DOCFA).

2. Il concetto di organismo architettonico è espressione dedotta in particolare dalla storiografia e dal restauro architettonico, ed intende porre l'attenzione sul fatto che un edificio, pur essendo costituito da "parti", è in realtà l'espressione formale, strutturale, tecnica e funzionale di una reciproca collaborazione. Di qui il l'allusione all'organismo del regno animale e la trasposizione nell'organismo edilizio.

3. Da questa considerazione ne deriva che ogni edificio assume una propria "indipendenza", personalità,  e carattere, formatasi sia da precise intenzioni iniziali (concetto di originale e di originario) che da processi di trasformazione (umane o indotte dal tempo): in atri termini unicità ed autenticità. Il processo cognitivo del progetto non può prescindere da questa consapevolezza.

4. Si tratta di processi che regolano la percezione dello spazio, la sua destinazione funzionale, e non ultimo la modalità con la quale uno spazio viene vissuto, comprese le correlazioni e relazioni con altri ambienti e funzioni.

5. Il progetto è risultato di una sintesi di conosceze, precisi riferimenti culturali ed espressività che vengono tradotti in opere concrete e fattibili dal punto di vista tanto tecnico-normativo, tanto (e soprattuto) pratico-costruttivo.

6. Tec. con questa dizione si chiarisce il significato di Consegna del Cantiere a mezzo di un verbale redatto dal D.L. e controfirmato dal committente e dal rappresentante dell'impresa.

7. Contrariamente a quanto si possa pensare la Direzione Lavori, esercitata unicamente da un tecnico abilitato, e per buona regola da qualificato estraneo alla ditta esecutrice, non corrispondere al semplice coordinamento delle maestranze (anzi non corrisponde affatto alla mansione richiesta) ma è afferente piuttosto ad una indispensabile attività di vigilanza (verifica della conformità delle opere al progetto ed alle normative di settore), di salvaguardia degli interessi (liquidazione, stato avanzamento lavori, revisione lavori e determinazione prezzi per nuove lavorazioni), di problem-solving (il D.L. è l'unico riferimento a poter dare disposizioni operative): per questi motivi a tale attività sono associate precise e serie responsabilità non demandabili ad altri soggetti coinvolti.

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