Home > Ristrutturare Casa > Comfort Abitativo Ovvero Perché Rischiare la Pelle 20 02 2018

comfort abitativo, ovvero perché rischiare la pelle???

di LICIA STACCHINI
comfort abitativo

Le cattivi abitudini costruttive, le disattenzioni spicciole e quindi la realizzazione di ambienti malsani possono creare situazione ad alto rischio per la ns salute!!!…. sino alla cosiddetta sindrome dell’edificio malato

E quindi …..PERCHÉ RISCHIARE LA PELLE???

L’abitazione (o anche il ns posto di lavoro) sono la nostra “TERZA PELLE”: la prima è il tessuto cutaneo che riveste il ns corpo (circa 1,5 mq) attraverso la quale il ns corpo (semplificando molto)  respira; la seconda è l’abbigliamento il quale ha la funzione di proteggerci dall’esterno, pur mantenendo quella traspirabilità che deve dare modo di respirare alla ns “prima pelle”.

Nel recupero (ma anche nella nuova edificazione) di un edificio sono tanti gli aspetti che devono essere presi in esame e tra questi deve quindi essere considerata prioritaria l’analisi dell’involucro edilizio (la pelle dell’edificio!!!)… quindi solai, pareti esterne e serramenti….

Non di meno importante quindi è il controllo del NATURALE CLIMA INTERNO di un edificio, analizzando e considerando gli spessori murari, la loro composizione ed il loro isolamento.

Il classico e antico muro di pietra, con la sua enorme massa e peso aveva la caratteristica di ritardare all’interno dell’edificio le variazioni di temperatura che si verificavano all’esterno, perché accumulava calore e lo restituiva a poco a poco dopo svariate ore.

In estate, il calore esterno viene assorbito dal MURO SPESSO che lo trattiene per un bel po’ di tempo (di giorno dunque gli ambienti si mantengono freschi, perché il calore esterno viene assorbito dalle pareti) e lo RESTITUISCE all’interno dopo diverse ore. Se queste ore erano state calcolate bene ciò avveniva di notte, quando era facilissimo ventilare le stanze e raffrescarle. … Ecco che la casa veniva climatizzata naturalmente.

              comfort termico

I “muri grossi” al contrario peccano in l’inverno, perché la loro capacità di assorbimento del calore è alta ma non altrettanto buona è la loro capacità di impedire il passaggio del freddo. ecco che allora diviene importante anche un altro aspetto, quello dell’isolamento, raggiungibile con materiali di massa molto più piccola ma porosi, un esempio per tutti, il sughero o i pannelli in terracruda; questi non riescono ad accumulare calore ma riescono perfettamente a fare da barriera al passaggio del freddo; cosicché, una parete ben isolata impedisce la dispersione del calore dall’interno verso l’esterno in inverno, evitando la condensa che si formerebbe in zone di ponte termico sulle pareti esterne dell’involucro edilizio e quindi impedire ed evitare la formazione di muffe e depositi sulle pareti di elementi patogeni dannosissimi per la salute !!!. e’ dunque importante progettare tenendo conto sia del potere di smorzamento dei materiali (isolanti=inverno) che di quello di sfasamento (massa= estate).

Molte volte si trovano delle situazioni veramente tragiche dovute spesso a Ristrutturazioni precedenti (il più delle volte eseguite negli anni ‘70/’80) eseguite con l’uso di materiali insalubri come amianto, lana di vetro e di roccia, cemento (altamente impermeabile) al posto di calce e pozzolana….oppure sostituzioni di infissi (per le cosiddette “detrazioni fiscali” per il risparmio energetico !!!!!)… intonaci al plastico, pitture non traspiranti ecc ecc.... che hanno reso l’involucro non traspirante !!!

Anche la ns “terza pelle” quindi deve essere capace di RESPIRARE e anche essere priva, per esempio, di CARICHE ELETTROSTATICHE che “stressano” il sistema nervoso (fenomeno triboelettrico)…non si VEDONO e non hanno ODORE, ma non per questo da SOTTOVALUTARE !!!!.

Nell’ultimo decennio le persone che sospettano essere la loro casa sorgente di MALESSERE sono sempre di più, anche se non riescono ad individuare la fonte di tale disagio.

Credo quindi che sia compito di noi progettisti e/o tecnici del settore dare il nostro contributo per la realizzazione di costruzioni di alta QUALITA' ABITATIVA (compreso il luogo di edificazione) per un alta QUALITA' DI VITA! 

... Già nel 2000 a.c. in Cina c’era un editto che prescriveva l’obbligo di esaminare il terreno prima di edificare un fabbricato..... Oggigiorno si costruisce spregiudicatamente in qualunque zona, anche in quelle un tempo ritenute malsane (pantani, ex acquitrini, ex cave di ghiaia…ecc).

Nei tempi antichi (..e anche non troppo) prima di costruire una casa veniva interpellato un “rabdomante” che testava il terreno per valutare il campo radioattivo naturale del SITO per poter dare l’idoneità all’insediamento umano.

Tra le altre presenze da verificare (gas radon, rete e nodi di Hartmann) importante e da non sottovalutare nella scelta di un terreno è l’INTERFERENZA del passaggio di una FALDA FREATICA nel sottosuolo (e/o FAGLIE E FRATTURE GEOLOGICHE). L’acqua che scorre interferisce sul campo di radiazione naturale con vistose alterazioni misurabili di intensità e di frequenza (zone disturbate) che influiscono sulla RESISTENZA EPIDERMICA procurando grossi stati di STRESS alla persona. 

…e tutto questo ed altro ancora E’ INQUINAMENTO OUTDOOR !!!

In linea generale, per procedere ad alcune categorizzazioni fondamentali, L’INQUINAMENTO INDOOR dipende da due principali variabili:

  • QUALITA’ DELL’ARIA ESTERNA: Le concentrazioni sono uguali o inferiori a quelle esterne, il passaggio avviene per infiltrazione, dovuti a intenso traffico veicolare o a emissioni di attività produttive
  • INQUINANTI INTERNI, di varia natura: in questo caso le conseguenze sono più preoccupanti, perché la concentrazione aumenta e i fattori inquinanti possono entrare in sinergia.

                                             benessere abitativo

Individuiamo adesso, per punti i principali, fattori di INQUINAMENTO INDOOR, punti che rimangono da approfondire e verificare in altra occasione :

  • potenziale tossicità o pericolosità derivante da materiali da costruzione, arginabile agendo opportunamente tramite la ventilazione degli ambienti e agendo sui sistemi costruttivi;
  • fonti di inquinamento elettromagnetico dovute dall’impianto elettrico interno, in parte evitabili predisponendo correttamente la distribuzione dei punti presa e degli interruttori, applicando disgiuntori, posizionando correttamente i quadri elettrici ecc.
  • gas radon, predisponendo accorgimenti di sbarramento nei seminterrati rispetto alle possibili infiltrazioni dal terreno nelle zone a rischio.
  • perseguimento di condizioni di benessere termo-igrometrico interno, progettando correttamente gli impianti, l’involucro, le schermature, nonché prevedendo adeguata ventilazione, naturale, meccanica o ibrida; tale attenzione peraltro argina le problematiche dovute ad agenti patogeni (muffe, batteri, funghi).
  • clima acustico, regolato dalle caratteristiche dell’involucro e da eventuali schermature esterne.

Il primo criterio da seguire è quello di utilizzare di materiali da costruzione e di finitura che non inducano danni per la salute dell’uomo e il cui impatto sull’ambiente e sulla gestione delle risorse, nel corso del ciclo di vita, sia minimo (materiali sostenibili).

Per contro, l’uso sconsiderato di materiali provenienti dall’industria chimica induce, come principale problema, l’aumento di effetti allergici e di malattie in alcuni casi anche gravi, per la presenza di varie sostanze, in fibre o gassose, che a volte vengono rilasciate anche nell’arco di un lungo tempo.

La problematica dell’INQUINAMENTO INDOOR (il Ministero dell’Ambiente nel 1991, lo definisce: “La presenza nell’aria di ambienti confinati di contaminanti fisici, chimici e biologici non presenti naturalmente nell’aria esterna di sistemi ecologici di elevata qualità”) e del benessere nei luoghi confinati è importante (ormai infatti le persone trascorrono IL 90% del loro tempo in ambienti confinati) ed è di difficile valutazione per molte ragioni, una su tutte il fatto che spesso i vari fattori inquinanti e nocivi si intrecciano ed entrano in sinergia.

Gli edifici sono spesso pensati come ambienti rifugio, in realtà la qualità dell’aria interna è molto peggiore di quella esterna. Questo soprattutto in virtù delle normative sul risparmio energetico che hanno determinato criteri costruttivi che prevedono il sigillamento dell’edificio per contenere le dispersioni. Il problema è aggravato inoltre dal numero enorme di materiali per l’edilizia derivanti da prodotti di sintesi.

Le CONSEGUENZE SULLA SALUTE sono molteplici: il danno biologico che deriva dall’inquinamento indoor dipende da molti fattori tra cui:

  • condizioni dell’organismo nel periodo dell’esposizione e sua durata;
  • grado di tossicità delle sostanze emesse e concentrazione delle stesse nell’ambiente

Le sostanze gassose e i particolati, tramite la respirazione, entrano in contatto con il SISTEMA IMMUNITARIO e posso portare conseguenze anche gravi.

Il bersaglio principale nell’organismo umano sono le VIE RESPIRATORIE in generale e l’EPIDERMIDE

Come può originarsi l’inquinamento indoor dai i PRODOTTI EDILIZI :

  • Rilasciando direttamente sostanze pericolose (polveri, fibre, radon, composti organici volatili)
  • Assorbendo da altre fonti o durante il processo di produzione sostanze nocive che vengono poi emesse successivamente
  • Favorendo l’accumulo di sporco, la crescita di microrganismi
  • Per usura (utilizzo oppure agenti atmosferici o chimici) od abrasione durante la pulizia o la manutenzione

Riassumendo ecco i PRINCIPALI FATTORI DI INFLUENZA SULL’INQUINAMENTO INDOOR:

  • ventilazione e ricambio d’aria
  • combustione negli ambienti interni
  • impiego di macchinari elettrici
  • impiego di sistemi di climatizzazione
  • traspirabilità dell’involucro edilizio (ne abbiamo parlato quando abbiamo affrontato l’importanza del ricambio d’aria e delle condizioni di umidità)
  • qualità e caratteristiche dei materiali da costruzione, di finitura e di arredo;
  • grado di tossicità, modalità di posa in opera, confinati/non confinati, grado di volatilità dei componenti e turbolenza dell’aria sopra ai materiali, possibilità di abrasione ed emissione di fibre e polveri
  • sostanze derivanti dal bricolage
  • elettromagnetismo (naturale o prodotto da campi artificiali (TV, Cell, Asciugacapelli, ecc)
  • presenza di radon nel terreno o nei materiali da costruzione
  • grado di umidità nell’aria all’interno degli ambienti
  • elementi di sinergia tra fattori inquinanti
  • utilizzo dei locali (durata d’esposizione, attività svolte, presenza di persone)
  • condizioni di stress
  • rumorosità
  • eccesso di illuminazione
  • sovraffollamento o sottodimensionamento locali
  • usura e degrado dei materiali.

Ecco adesso VARIE SOLUZIONI PER IL “RISANAMENTO”:

  1. da ormai diverse decine di anni, sono reperibili dispositivi atti a riequilibrare le radiazioni in ambienti “perturbati” da interferenze per falde freatiche e/o fratture geologiche, detti ANTINTERFERENZA o SCHERMANTI…
  2. L’USO DI MATERIALE e di SISTEMI COSTRUTTIVI ed ACCORGIMENTI (vespai areati, intonaci antiumido a celle aperte e chiuse traspiranti, pannelli in terra cruda, pannelli in CANAPA per realizzare i conosciuti CAPPOTTI TERMICI …non POLISTIRENE !!!!!!

... e tanti altri accorgimenti che ci possono SALVARE LA PELLE!!!

 

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