Home > Riscaldamento E Climatizzazione > Riscaldamento Pavimento Rapporto Costobenefici 01 05 2017

riscaldamento a pavimento rapporto costo/benefici

Vorrei ristrutturare l’appartamento che apparteneva ai miei genitori per affittarlo.

A parte la suddivisione interna che rimarrà la stessa, tutto il resto è da rifare, compreso l’impianto di riscaldamento e quello elettrico.

Attualmente il riscaldamento è autonomo con corpi scaldanti posti sotto le finestre. Gli elementi scaldanti sono quelli originali in ghisa e secondo me vanno molto meglio di quelli più moderni che ho nel mio appartamento. Il mio dubbio è se cambiare tipo di riscaldamento e passare a quello a pavimento o se tenere quello originale.

Secondo voi qual è il rapporto costo/benefici del riscaldamento a pavimento? E' possibile fare una stima a mq del costo? 

4 Risposte:
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Risposta:

Buongiorno,

io le suggerirei di mantenere i corpi scaldanti in ghisa soprattutto se l'intenzione è quella di affittare l'appartamento. Per la realizzazione del riscaldamento a pavimento dovrà essere valutata la possibilità di poterlo realizzare in quanto cambieranno le quote interne, probabilmente si dovrà rialzare la quota di calpestio in quanto si dovrà tener conto di un maggior spessore per il passaggio dei tubi; ciò comporterà una verifica delle quote interne degli ambienti che non dovrà essere minore di cm 270 per i locali di abitazione (soggiorno, cucina, camere) e di cm 240 per bagni, zone cottura, ingresso, disimpegni, ecc. cambieranno probabilmente anche le soglie delle porte e porte finestre. 

Con il riscaldamento a pavimento dovrà essere installata una caldaia a condensazione, ma per poter raggiungere una migliore classificazione energetica non basta intervenire sugli impianti ma dovrà intervenire anche sull'involucro: ex. cappotto esterno e sostituzione dei serramenti.

Le ricordo che con la sua ristrutturazione potrà usufruire degli incentivi fiscali 2017.

 

Cordiali saluti

Giovanna Ambrosetti architetto

Mar, 19:07 gio.ambro
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Premesso che se dovesse buttare i radiatori in ghisa e sostituirli con quelli ultramoderni e "fighi" di oggi mi avvisi perché verrei a caricarmeli io personalmente e li sostituirei in casa mia immediatamente!

Ciò detto, perché vorrebbe cambiare il tipo di impianto se l'appartamento lo dovesse affittare? Non avrebbe molto senso sia da un punto di vista economico (calcoli il costo del lavoro ed il ritorno economico in anni!!!) che da un punto di vista prettamente pratico: QUALE INQUILINO CAPIREBBE LA SUA SCELTA? LA PRIMA COSA CHE LE DIREBBE VEDENDO IL SUO APPARTAMENTO SAREBBE "MA DOVE SONO I RADIATORI?"

Quindi, al di là di costi o altro, personalmente le sconsiglio sia di cambiare i radiatori in ghisa che di affrontare una spesa per una casa da affittare!

Mer, 0:17 m.gabriele
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Tecnicamente, ovvero dal punto di vista dell'efficienza energetica e del comfort climatico, la tecnologia del pavimento radiante è da considerarsi estremamente conveniente, in quanto lavorando a bassa temperatura (30-35°C), permette oltrettanto di installare generatori a basso consumo (es. Pdc elettriche, geotermiche ecc.) e comunque di lavorare con Dt (delta T = differenza di temperatura tra fluido di partenza da riscaldare e quello di riscaldamento) di molto inferiori ad un sistema tradizionale (temp. 70-80°C con Dt di 40-50°C). Oltretutto il sistema, estendendosi per una superficie molto ampia consente di climatizzare uniformemente l'ambiente.

Il sistema funziona proprio grazie alla stratificazione di alcune componenti:
- pannello (bugnato) isolante in materiale sintetitco EPS/XPS/PU (plastiche cellulari/espanse) o materiali naturali (fibre di cocco, canapa, kenaf ecc.)
- tubazione flessibile
- massetto di completamento conduttivo (generalmente autolivellante a base anidrite)

Questo pacchetto difficilmente incontra spessori inferiori ai 3-5 cm per il pannello bugnato oltre 2-4 cm per il massetto a coprire.
Va inoltre qualificato un progetto di impianto per poter dimensionare l'impianto.
Un impianto completo di buona qualità può costare 70-120 €/mq: compresa fornitura e posa del generatore (caldaia),  il circuito, i collettori, valvole/testine termo o elettrostatiche, circolatori.

A fronte di questa spesa può essere vantaggioso considerare il risparmio economico che ne deriva, ammortizzato bolletta per bolletta, anno per anno (ammortamento): in genere anche accomppianto una cladaia a condensazione (24 kw) con un sistema radiante, si riesce a risparmiare oltre il 40% sul costo del gas.

Mer, 9:03 afpiug
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direi che nel suo caso, di affitto dell'immobile, non ritengo conveniente o comunque poco utile, sostituire il tipo di riscaldamento;

peraltro oramai i costi differiscono di poco con impianti tradizionali,

in ogni caso con l'ipotesi di pannello radiante a pavimento, deve essere ben analizzata la quota utile e la stratigrafia attuale esistente a pavimento, al fine di verificare il mantenimento delle quote finite di pavimento

Mar, 0:34 GianpieroMeroni
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