Home > Riscaldamento E Climatizzazione > Come Scaldare il mio Appartamento E quello Del Vicino 09 02 2017

Come scaldare il mio appartamento e quello del vicino

Vivo in un palazzo che ha deciso di mettere i contabilizzatori.

Accanto a me c'è un appartamento sempre vuoto, ma so che ha i riscaldamenti accesi (il padrone di casa ha detto che pagare per pagare li lascia accesi).

Il proprietario accanto a me, pero' ha detto che appena metteranno i contabilizzatori, lascerà sempre spento in modo da non pagare a vuoto.

E' possibile chiedere al condominio che anche l'appartamento vuoto abbia un minimo di riscaldamento? Se così non fosse, la parete accanto a questo appartamento disperderebbe tutto il calore prodotto da me ed io andrei a pagare molto di più.

Attendo risposta.... e magari pure qualche MI PIACE alla mia domanda.... ma soprattutto qualche risposta a questo grosso problema.

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Risposta:

Allo stato attuale esiste della Giurispudenza, nonché alcune leggi regionali, che obligano di mantenere una temperatura minima all'interno dell'alloggio per evitare che si configuri il problema denominato "furto di calore", le indico il valore di 15°, valore da verificare in relazione al luogo ed alle normative.

Ovvero, come diceva Lei, l'appropriazione da parte di una sorgente fredda di calore da parte di una sorgente calda a suo discapito.

In tal senso è l'Amministratore a vigilare, con molta difficoltà perchè significherebbe accedere in qualsiasi momento nell'immobile per misurarne la temperatura, su questo.

Personalmente, non so se la persona in questione sia in grado di recepire tale obbligo, pertanto Le darei queste tre indicazioni:

Contattare un paio di termotecnici e chiedere se nella sua zona esistono dei regolamenti, normati, leggi o similari che indichino il valore minimo di temperatura all'interno degli alloggi condominiali.

Verificare se con l'Amministratore di condominio se sia possibile inserire all'interno del regolamento di Condominio un obbligo in tal senso.

Valutare quale costo potrebbe avere migliorare l'isolamento nel suo appartamento, tenendo presenti che sul mercato sono presenti prodotti di spessore basso ed in grado di offrire un alto grado di isolamento.

Ven, 14:39 iardesign

Architetto, la ringrazio per i suoi suggerimenti.

Provvedero' in sede di riunione di condominio

- m.gabriele - Ven, 14:47 -
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In merito alla sua domanda posso dirle che non esiste, per fortuna, nessuna legge che entra nel merito delle libertà personali se non nel caso che vengano lese da terzi.

Detto questo le dico che mediamente un impianto di riscaldamento ben progettato tiene in considerazione delle dispersioni termiche legate alle superfici che delimitano due unità immobiliari separate, e per tranquillizzarla aggiungo che generalmente (soprattutto nei casi di edifici condominiali) l'alloggio non occupato non scenderà mai alla stessa temperatura esterna, se non nel caso che vengano dimenticati gli infissi aperti.

Lei avrà comunque la possibilità di gestire la temperatura all'interno del suo alloggio per limitare le spese legate ai prelievi sull'impianto, soprattutto in considerazione del fatto che per ogni grado in aumento o in diminuzione rispetto alla temperatura di confort (20°C) lei avrà un corrispondente maggiore o minor consumo di circa il 6%.

Nella speranza di averle risposto in modo esaustivo, anche se probabilmente a lei non troppo gradito.

Ven, 14:08 simone.progettazione

Ha perfettamente ragione: mi ha risposto in modo non troppo gradito, non per colpa sua, ma per colpa della attuale legislazione.

La ringrazio lo stesso per avermi risposto in maniera più che esaustiva.

- m.gabriele - Ven, 14:14 -
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Risposta:

Dato che un mio collega ha già dato il suo punto di vista, in particolare dal punto di vista normativo, aggiungo una considerazione di carattere pratico.

Credo che lei abbia un problema nel riscaldare la casa; con ciò affermerei che è sicuramente vero che un locale non riscaldato può variare la temperatura interna del locale limitrofo, ma, a mio avviso si parla di valori che non arrivano neanche ad metà grado complessivo, poichè un locale ad infissi chiusi si ipottizza che abbia una temperatura difficilmente sotto i 12°-13°.

Le consiglierei quindi di intervenire sul problema principale; ovvero il riscaldamento del suo locale.

Tra gli interventi che limitano maggiormente la dispersione, metterei al primo posto il cambio degli infissi; un investimento del genere, se attualmente non sono previsti quanto meno infissi con doppi vetri, potrebbe essere ammortizzato, tenendo conto delle detrazioni, già in 5-7 anni; ovviamente sono valutazioni sommarie, non avendo alcun dato dell'immobile.

Mar, 15:16 archibi
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