Home > Piastrelle Rivestimenti > Rivestimento Facciata con Parete Ventilata Legno 29 03 2017

rivestimento facciata con parete ventilata in legno

Sono proprietario di un piccolo capannone nel quale effettuiamo vendita di articoli da giardinaggio. 

Stiamo valutando l'idea di riqualificare la facciata dell'intero edificio attualmente di poco pregio oltre che caratterizzata da intonaco e tinteggiatura in fase di distacco. L'edificio inoltre è provvisto di impianto di riscaldamento per il periodo invernale, mentre non esiste alcun impianto di raffrescamento estivo (a parte alcuni ventilatori che non garantiscono alcun beneficio degno di nota).
Sarei propenso all'idea di realizzare una facciata ventilata in legno, rivestendo completamente l'intero fabbricato ed evitando di intervenire sulle pareti esistenti.
in modo da ottenere due benefici: nuovo rivestimento esterno e migliore comfort interno. 
 
Il ragionamento che mi porta ad effettuare questa scelta è corretto?
Che tipologia di parete in legno mi consigliereste? E' consigliabile il legno (ho sentito opinioni negative al riguardo, sopratutto per quanto riguarda la manutenzione nel tempo)?
Vi sono soluzioni alternative migliori per ridurre il surriscaldamento senza intervenire sugli impianti?
5 Risposte:
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Risposta:

Trovo molto giusto la scelta della riqualificazione dell'edificio attraverso una facciata ventilata, una tecnica che permette di valorizzare architettonicamente un fabbricato di tipo commerciale come il suo, senza intaccare la sturttura esistente, infatti con questi sistemi di rivestimento si possono comporre elementi architettonici di qualsiasi tipologia arrichendo significativamente il manufatto esistente. Inoltre la facciata ventilata aumenta l'isolamento all'esposizione solare e se vengono usati degli isolanti nell'intramezzo, nell'intercapedine tra muro esistente e rivestimento esterno, si possono abbattere i costi di riscaldamento e raffrescamento. 

Esistono essenze di legno indicate per restare a lungo esposte agli agenti atmosferici e hanno bisogno di poca manutenzione generalmente sono essenze resinose tipo, Larice, Abete,Cedro.

Sicuramente il legno è un materiale nobile di grande pregio e se lavorato in modo adeguato può dare grande risalto all'intervento di riqualificazione e risturtturazione, tra l'altro potrebbe rientrare nella legge per le detrazioni e le agefolazioni fiscali del caso. Non escluderei comunque altri materiali anche con effetto legno come ad esempio il gress porcellanato, oppure i pannelli tipo trespa e similari, ma anche la pietra in lastre, i quali non hanno bisogno di alcuna manutenzione.

Anche se l'isolamento aumenterà la prestazione energetica delle strutture perimetrali, consiglio comunque di installare un impianto di climatizzazione con pompa di calore per raffrescare e per riscaldare gli ambienti di lavoro, magari alimentate con un impianto fotovoltaico montato sul tetto del capannone.

Resta il fatto che innanzitutto, bisogna preparare un progetto di riqualificazione e ristrutturazione e ottenere le adeguate autorizzazioni dato che si tratta di una modifica essenziale esterna del fabbricato esistente.

Mer, 12:48 archigiorg
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In linea di massima direi che l'idea di realizzare una parete ventilata per il miglioramento energetico ed estetico del fabbricato sia un approccio corretto, tuttavia penso che sia necessario un intervento più ampio per ottenere risultati tangibili.

Dal punto di vista energetico suggerirei di aggiungere uno strato coibente in aderenza alle pareti esistenti (dopo un'accurata verifica delle tenuta delle superfici) per migliorare ulteriormente le prestazioni termiche e di verificare le relative caratteristiche tecniche della copertura: ritengo poco risolutivo un intervento solo alle pareti in presenza di uno scarso isolamento della copertura.

Voglio inoltre sottolineare che il raggiungimento di un buon grado di isolamento oltre a portare benefici per la stagione estiva, dovrebbe avere una ricaduta positiva anche nella stagione invernale migloorando in modo sensibile i costi di esercizio.

Andrebbe posta attenzione all'esposizione del fabbricato per l'eventuale ricorso a mezzi di raffrescamento passivo.

Circa l'aspetto estetico credo, innanzi tutto, che vadano verificate le normative locali soprattutto riguardo agli aspetti paesaggistici; in secondo luogo penso sia essenziale il supporto di un tecnico abilitato e competente in materia che possa aiutare nella scelta della finitura (materiale, colore, ecc.) più adatta ad un corretto inserimento nel contesto in cui si opera. Gli aspetti normativi, inoltre, non vanno tralasciati anche per quanto riguarda gli eventuali incrementi di volumetria che la "nuova pelle" (parete ventilata) viene a determinare: l'orientamento generale è  quello di non considerare volume tali tipi di incrementi, ma è  sempre bene verificare quanto previsto a livello locale.

Circa la scelta del legno penso possa essere appropriata e rapprensentativa anche per il tipo di attività che si svolge all' interno; credo anche che le manutenzioni non vadano ad incidere in modo significativo: il legno è  un materiale vivo con un alta capacità  di adattamento nel tempo.

Dal punto di vista operativo penso sia un'ottima scelta quella di lavorare in esterno perché se ben organizzata non dovrebbe creare ostacoli all'attività  lavorativa ordinaria dell'azienda.

Infine, quanto alle eventuali soluzioni alternative e come accennato in premessa, non penso ne esista una unica, piuttosto ritengo che la soluzione sia un insieme di interventi che portino al migliore risultato ottenibile in funzione di altre importanti variabili (budget, tempi,  norme, ecc..)

Gio, 5:59 rmnardone
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Ritengo che attraverso schermature o pareti ventilate si possa operare ottenendo notevoli vantaggi in ordine al contenimento del consumo energetico ( sia estivo che invernale ). Ovviamente il tutto deve essere verificato in fase progettuale, calcolato e dimensionato, ma con l'utilizzo combinato di ulteriori accorgimenti ( un esempio possono essere le pellicole selettive per le parti vetrate ) sono certo del sensibile guadagno prestazionale.

I vari sistemi commerciali oramai presenti sul mercato, consentono sicuramente di raggiungere un apprezzabile make-up architettonico dell'immobile, anche se preliminarmente sono comunque necessarie alcune lavorazioni di minima manutenzione ( non si possono lasciare le parti di intonaco ammalorato, distacchi e calcinacci che cascano !!! )

Per dare un idea dei prodotti possibili, essendo referente tecnico in Italia per RIKO Haus ... invito a visionare i prodotti di questa affermata azienda al link 

http://pdf.archiexpo.it/pdf/riko-haus-60433.html

o in alternativa sul sito ufficiale http://www.riko-hise.si/it/

Mer, 11:15 uomoambiente
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Risposta:

La facciata ventilata sicuramente è un'ottima soluzione soprattutto per l'isolamento estivo ma anche per l'isolamento invernale, purtroppo è una soluzione abbastanza costosa.

Bisogna calcolare la parete e verificare se sia indispensabile una parete ventilata o se possa bastare un cappotto in lana di roccia o fibra di legno (che comunque possono essere rivestiti).

Ci sono case passive, cioè case senza impianti di riscaldamento e raffrescamento, che hanno un semplice cappotto esterno.

Bisogna progettare la soluzione con il miglior rapporto isolamento/prezzo.

Il rivestimento in legno può avere problemi di manutenzione, si può usare il legno TEC (molto costoso) oppure il "finto legno" con listoni in polipropilene (poco costosi).

Per un ottimo isolamento estivo bisogna progettare l'intervento considerando l'edificio nel suo complesso:

- Pareti

- Tetto

- Finestre

Intervenire con una facciata ventilata e non prendere in considerazione la copertura e gli ombreggiamenti delle finestre sicuramente è un grosso errore.

 

Gio, 13:29 PassivhausPadova
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La soluzione che lei prospetta è valida dal punto di vista architettonico.

Riguardo al tipo di rivestimento, una facciata in legno di larice naturale, che si autoprotegge, correttamente realizzata, può durare per molto tempo come dimostrato dai masi secolari alto atesini ad oggi ancora integri.

Relativamente al comfort estivo occorre fare un'analisi più accurata, ragionando sugli sfasamenti delle strutture e valutando le opportune schermature delle superfici trasparenti. La sola ventilazione della facciata non fa miracoli; deve essere abbinata a isolanti massivi come la fibra di legno con spessori correttamente dimensionati che garantiscano attenuazione dell'onda e uno sfasamento di almeno 12 ore. In particolare occorre fare la stessa valutazione sulla copertura che è il componente più esposto all'irraggiamento solare. E' bene anche valutare la possibità di attivare la ventilazione notturna attraverso l'apertura programmata  dei serramenti al fine di scaricare l'accumulo di calore presente nelle masse interne.

Mer, 3:59 marco.ghielmetti
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