Home > Impianti Meccanici > Ricambi Aria Ventilazione Meccanica 28 09 2017

ricambi aria ventilazione meccanica

Avendo sostituito serramenti esistenti con tipologia a 3 vetri e realizzato il cappotto, il progettista mi dice che è indispensabile l'installazione di una macchina che tratti l'aria (ventilazione meccanica). Potreste darmi suggerimenti al riguardo? E' un apparato effettivamente indispensabile o rischia di divenire l'ennesimo macchinario da tenere sotto controllo? Per poter eventualmente valutare che tipologia di macchina installare, come faccio a sapere quali sono i ricambi di aria che deve effettuare la ventilazione meccanica?

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Le ventilazioni d'aria sono necessarie al mantenimento di una buona qualita' dell'aria e al contenimento della umidita' relativa.
ha ragione il suo progettista che sono assolutamente necessari, ma la soluzione che le prospetta (la ventilazione meccanica o VMC) non sono le uniche soluzioni. Di sicuro e' professionista esperto e sa che sia il cappotto (che immagino sia stato realizzato in EPS ovvero polistirolo) sia i nuovi infissi cambiano il regime di traspirabilita' delle pareti ed eliminano gli spifferi dei vecchi infissi.
Dato che il progettista conosce le conseguenze del cappotto in EPS e le propone l'investimento in un macchinario (che si! resta un consumo in piu' e un macchinario da pulire e manutenere) non l'abbia guidata verso un cappotto che garantisca un po' di traspirabilita' in piu' (paglia. terrapaglia, canapa e calce, fibra di legno,...).
La fisica insegna che l'umidita' si concentra in funzione della quantita' della temperatura delle superfici.
Ad ogni concentrazione di umidita' (umidita' relativa in %) esiste una temperatura a cui l'acqua cambia stato, diventando liquida. Se prima i suoi muri e i suoi infissi garantivano lo smaltimento dell'umidita' (ad es. in bagno e in cucina) ad oggi il suo cappotto inibisce il naturale flusso attraverso le pareti e i suoi nuovi infissi (per legge molto performanti) non hanno spifferi. Le conseguenze di questo miglioramento non tiene conto del fatto che la concentrazione di umidita' sara' molto piu' alta di prima e, seppure le pareti siano isolate, la temperatura alla quale precitipa l'acqua, per rapporti fisici a cui accenavo sopra, sara' piu' bassa.
Praticamente: quando usa la doccia e quando cucina, in particolare, ma anche quando dorme o svolge normali attivita' casalinghe (anche annaffiare i vasi interni...e respirare) lei immette umidità nei suoi ambienti. Questa umidità, appena trova una superficie abbastanza fredda (vetri delle finestre, specchio del bagno, piastrelle...), precipita diventando acqua (appanna i vetri e lo specchio e bagna le piastrelle).
Questo non sarebbe un problema se la questione rimanesse "lasciare tempo alle superfici di asciugarsi". 
Inevece la natura si e' attrezzata bene perche le piante pioniere (le muffe nello specifico) possono  attecchiere in qualsiasi momento su supporti rocciosi (anche l'intonaco e' un supporto roccioso, poiche' deriva dalla cottura di pietre di solito calcari) poiche' le spore sono disperse nell'aria. La crescita delle muffe, oltre che brutta e maleodorante, fa decadere i requisiti igenico sanitari che le concedono l'agibilita' (sebbene nessuno verra' mai ha sfrattarla per questo motivo!); alla lunga collaborano alle intolleranze, asme ed allergie.

Contro la muffa trova molti prodotti in commercio tutti ugualmente inefficaci:
le faccio un piccola panoramica:
- pulizie con prodotti a base di aceto o candeggina (danno risultati per i primi mesi e poi bisogna ripulire da capo)
- pitture a calce o antimuffa (risolve nell'immediato perche' caustica e  bonifica la superficie muraria, ma in un mese e' completamente mineralizzata e diventa essa stessa un ricettacolo di muffe, oltre a portarle in casa solventi e inquinanti che poi lei respira)
 - demidificatore (che e' un po' il concorrente della ventilazione), è energivoro e va manutenuto e svuotato; anche ad agosto quando va in vacanza!!
- la ventilazione meccanica e quella con scambiatore di calore, potrebbe risolvere ma attiva e sensorizzata per tutte le 24 ore; anch'essa e' da pulire perche' rischia di diventare ricettacolo di spore di muffa e infezioni, oltre che essere a suo carico il consumo energetico.

Esiste una soluzione inerte, naturale, senza inquinanti e con un spesa congrua alla risoluzione completa e definitiva del problema, anzi ad un sostanziale miglioramento della gestione autonoma dell'umidita'.
Sono gli intonaci in argilla. 
Forse la cosa stupisce perche' la chimica e la tecnologia si spendono in ricerca per fare macchine e prodotti efficienti e non risolvono veramente, ma le do' una suggestione che sottolinei l'evidenza: le muffe e i licheni, che sono piante pioniere, disgregano la roccia e in natura le troviamo solo sulle pietre e sulle rocce (anche sul lato nord degli alberi, ma sono licheni); non le troviamo mai in un giardino, in un prato, in un capo arato...appunto non attescono sull'argilla.
L'argilla e' un materiale igroscopico, ovvero assorbe sia l'acqua sia il vapore, e su questa caratteristica per derivazione insistono tutte le altre caratteristiche: antibatterica, antisettica, antiacaro, antimuffa...poiche sottrae acqua da qualsiasi cosa (anche da batteri acari e muffe).
Per lo stesso principio durante la doccia, o durante il cucinare, un buon strato di intonaco in argilla tende a riportare immediatamente l'umidita' relativa intorno al 50% (ottimale per la nostra esistenza, dei nostri amici animali e la coservazione dei cibi) e quando l'ambiente tende a seccarsi (in estate e in in inverno per effetto del riscaldamento), l'argilla restituisce la percentuale di umidita' necessaria a riportare il valore prossimo a 50% cedendo l'umidita' accumulata.

La mia esperienza (ho realizzato diversi interventi per sanare bagni e cucine con muffe) insegna che la superficie del soffitto con intonaco di almeno un paio di cm e' sufficiente a igroregolare gli ambienti. Ovviamente mi riferisco ad una produzione ormai matura di prodotti semilavorati, per cui gli interventi che ad oggi faccio prevedono la realizzazione della "controsoffittatura del bagno o della cucina" in tre giorni senza compromettere ne' la funzionalita' del bagno ne' il suo utilizzo. Inoltre dalla posa del primo strato (quello di fondo che funziona da accumulo che sirealizza nel primo giornodi intervento), la sera stessa, si puo' vedere distintamente che funziona. I due giorni successivi sono dedicati al completamento della stratigrafia di intonaco per restituire una superficie bianca e finita.
Ovviamente non va tinteggiato con vernici moderne neanche al prossimo rinfresco in pittura della casa, ma non essendo superficie sbiancata, ma bianca non ne avra' bisogno.

Gli interventi che ho fatto per la soluzione di problemi di muffa oltre che essere duraturi e svolgere la loro funzione fino alla loro rimozione, sono concentrati nei bagni e nelle cucine. Lo stesso lavoro fatto in tutto il soffitto dell'appartameto o a parete, creando delle decorazioni, permette la igroregolazione di tutti gli ambienti.
Ripeto: senza introdurre sostanze nocive, quali solventi, e contribuendo tra l'altro anche all'abbattimento degli odori (che sono veicolati dall'umidita') e le polveri sottili che precipitano insieme all'umidita' e vengono inertizzate.

Qualora le interessa la tecnologia chieda alla redazione del sito i miei riferimenti.
 

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