Home > Coibentazione Isolamento > Realizzare Cappotto Esterno 26 09 2015

realizzare cappotto esterno

Siamo proprietari di una villetta su due piani del 1977 sulla quale vorremmo realizzare un rivestimento esterno isolato e un nuovo intonaco + pittura con il colore simile a quello attuale. Vorremmo essere certi che realizzando l'intervento prima della fine dell'anno (per usufruire degli incentivi fiscali) non si vada incontro a problematiche dovute al fatto che si va verso la cattiva stagione. 

Vi sono valutazioni da fare per ovviare a queste problematiche o pensate sia possibile procedere coinvolgendo un tecnico e ditte? Scusate ma non mi fido a chiedere il parere solo ad una ditta... non vorrei trovarmi a dover fare tutto il lavoro o a dover litigare per non aver saputo aspettare.

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Risposta:

Sicuramente è sconsigliabile affidarsi ad una ditta per eseguire un cappotto.

Ti consiglio di coinvolgere un tecnico competente perchè ci sono molti aspetti da tenere in considerazione che la maggior parte delle imprese non conoscono:

  • è consigliabile eseguire la posa secondo il manuale Cortexa;
  • il tipo di pannello va scelto a seconda del tipo di muratura esistente, dalle problematiche esistenti e dalle prestazioni che si vogliono raggiungere (isolamento invernale, isolamento estivo, acustica, traspirabilità);
  • il numero, tipo e posizionamento di tasselli va scelto a seconda delle dimensioni delle facciate e a seconda del pannello isolante che viene usato;
  • il cappotto deve essere installato su un supporto planare;
  • bisogna eseguire delle prove di strappo per verificare se l'intonaco esistente è adatto all'installazione del cappotto
  • la parte inferiore (zoccolatura) va eseguita con pannelli in XPS o vetro cellulare e con appositi rasanti impermeabilizzanti;
  • il tipo di rasanti e intonachini di finitura vanno scelti in base al tipo di materiale isolante che si è scelto.
  • ecc.

Per quanto riguarda i colori dipende dalla tonalità: con colori chiari non ci sono problemi (dico colore chiaro per semplicità, si dovrebbe parlare di indice di riflessione), per colori tipo il rosso c'è un ciclo di rasanti apposta, per i colori scuri fino al nero c'è un altro tipo di ciclo di rasanti e in quest'ultimo caso non si possono usare pannelli isolanti in EPS a causa delle dilatazioni.

Non conosco il colore esistente della tua casa ma sicuramente si riesce a fare il cappotto con lo stesso colore.

Il cappotto si può fare in quasi tutti i periodi dell'anno, l'importante è che durante le operazioni di posa dei collanti,rasanti e intonachini colorati la temperatura sia di almeno 5°.

Bisogna poi risolvere tutte le interferenze per evitare qualsiasi ponte termico (davanzali, soglie, pluviali, poggioli, ecc.)

Dubito che un'impresa conosca tutti questi aspetti.

Sicuramente coinvolgere un tecnico competente ha dei costi aggiuntivi, ma almeno ti evita problemi futuri; ricordati che un cappotto esistente che ha problemi va sostituito e costa circa € 50,00/mc solamente lo smaltimento del vecchio cappotto se è in EPS.

Sab, 18:20 PassivhausPadova
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Risposta:

I cappotti sono un po' il grande tema dell'edilizia moderna.

Esistono diverse tipologie e diversi livelli di costo.

Tipologie:

_in mescola: esistono dei materiali per realizzare il cappotto che arrivan sfusi e si mettono in opera a spruzzo o con l'ausilio di strutture lignee in cassaforma rampante

_a secco: sono tutti quei materiali a pannelli che possono essere montati a secco ovvero con l'ausilio di tasselli.

Occupandomi di materiali naturali, io escluderei a priori tutti quei pannelli che sono di derivazione petrolchimica, in primis EPS, per tre ragioni principali:
1 - trovo abbastanza degenerante che un cappotto che mi permetta di consumare meno carburante per riscaldare casa parta come materia prima da un pozzo petrolifero in arabia saudita, venga trasformato in impianti petrolchimici tipo Marghera, stoccato in qualche magazzino nel nord italia per poi essere trasferito di nuovo su ruota al magazzino edile di zona, e infine conferito in cantiere; nel cercare di limitare il proprio impatto ambientale sul riscaldamento trovo un controsenso inquinare il mondo per i prossimi 100 anni;
2 - la durabilita' di materiali petrolchimici, che mettiamo in opera dagli anni '70 con la prima legge a livello europeo sul contenimento energetico, e' ormai dichiaratamente scarsa nella vita utile di un manufatto edilizio. Sono garantiti 10 anni (per legge) ma oltre non resistono, polverizzandosi e perdendo progressivamente efficacia nell'isolare (esistono ricerche a riguardo e dichiaro questo sotto la mia responsabilita' anche in eventi formativi e nonostante tutto nessuno dei produttori ha mai smentito con ricerche le mie affermazioni, che derivano dall'esperienza maturata in questi anni di professione)
3 - in ultima ma non secondario aspetto, EPS e' la sigla inglese per identificare il Polistirolo o il Polistirene. l'OMS (ordine mandiale della sanita') ha dichiarato negli anni '70 che entrambe le sostanze sono cancerogene.

I materiali a secco un po' meno impattanti e che si possono mettere in opera con semplici prescrizioni per l'impresa: sono diversi e garantiscono ottimi risultati e durata nel tempo:
1 - fibra di legno mineralizzata (nome commerciale Eraclit o Celenit) che presenta anche certificazione ecologica da parte di ACEA (istituto per la certificazione del bilogico che lavora anche sui cibi e sui prodotti per l'igiene personale);
2 - lana di legno;
3 - pannelli di sughero, in questo caso sono prodotti in Portogallo e si devono preferire quelli in sughero bruno che a dfferenza di quello biondo non utilizzano colle, garantendo durabilita' e nessuna tossicita'. Possono anche essere lasciati faccia a vista sebbene una protezione e' sempre raccomandabile.
4 - pannelli in canapa e calce.
Esistono poi dei processi artigianali che possono realizzare un cappotto a basso impatto ambientale escludendo anche l'impatto dovuto alla produzione industriale e al loro stoccaggio e trasporto (spesso coincide anche con un costo contenuto). Un esempio a secco e' rappresentato dall'uso delle balle di paglia che a seconda dello spessore necessario possono essere posate intere, nelle due direzioni o mezze.

I materiali in mescola che posso essere adoperati sono di diverso tipo:
1 - in sughero e calce, di solito viene messa in opera a spruzzo fino al raggiungimento dello spessore desidarato.
2 - canapa e calce (produttori italiani sono CalcePiasco ed Equilibrium) mescola umida che viene messa in opera con l'ausilio di montanti in legno (morali) e con cassaforme rampanti (ovvero che vengono spostate mano a mano che si procede e non restano in opera piu' del tempo necessario a costipare il materiale)
Esistono anche in questi casi processi artigianali come per i pannelli che garantiscono livelli di costo contenuti e basso impatto ambientale. In questo caso si lavora con la paglia e con l'argilla (spesso terra di scavo) realizzando cappotti con tecnologia identica a quella usata per la canapa e calce in terra paglia alleggerita.

Tutti i cappotti hanno una porosita' elevata quindi non devono toccare terra e per i primi 30/50cm devono essere realizzati in materiale con basso grado di assorbimento ma con capacita' isolanti comparabili al materiale scelto per il resto del cappotto. Meritevole da questo punto di vista si e' rivelato nel tempo il vetro cellulare (Foamglass) che viene utilizzato anche per contenere le risalite di acqua negli scavi di fondazione, barriera al radon e per sopportare carichi.

Ancora un dettaglio nel caso specifico del vostro manufatto: la tecnologia del 1977 prevedeva un telaio in cemento armato (travi e pilastri) e dei tamponamenti con cassvuota (ovvero un intercapedine prossima ai 20 cm tra parete esterna e interna).
Questo apre all'opportunita' di lavorare non tutto esternamente insufflando materiale sfuso (segatura di legno, sughero, fioccato di cellulosa, canapa mineralizzata). Le spume poliuretaniche non riescono a riempire mai l'intercapedine.
Una volta valutato il fattore di isolamento così ottenuto si puo' valutare il cappotto esterno nel suo spesso necessario alla moderazione del ponte termico (dovuto alle strutture in c.a.) che non deve essere superiore al 15% dell'isolamento delle altre superfici opache.

I materiali a secco possono essere messi in opera a quasi tutte le temperature sopra lo zero, anche se sarebbe meglio che il cantiere avvenga in un momento dell'anno che non presenta temperature (neanche notturne) al di sotto dei 4/5°C e un tenore di umidita' tra il 50/60%.

Per quanto riguarda li intonaci,com'e' ovvio, meno materiale si mette in opera piu' facile e veloce il deperimento dello stesso e del cappotto. quindi la corretta prescrizione e' quella di realizzare una stratigrafia completa, come storicamente si e' sempre fatto. Intonaco di fondo di almeno un cm in cui inserire le reti, una rasatura e una finitura. Con i meteriali naturali l'intonaco per eccellenza e' realizzato in grassello di calce e puo' essere colorato con le terre.

Concedetemi ancora una riflessione riguardo all'isolamento.
La teoria moderna dei materiali edili impone, dal movimento del Modernismo, il monomateriale e la monotecnologia esportabile a tutte le latitudini.
A latitudini diverse le esigenze di isolamento sono radicalmente diverse negli spessori e nelle prestazioni. A climi con inverni freddi si confanno isolanti leggeri che risultano inefficaci al raffrescamento e quindi a climi piu' caldi. Per il raffrescamento serve isolante che abbia inerzia termica quindi massa.
Anche in un solo sito le pareti si comportano in modo diverso a seconda delle esposizioni. a nord bisogna isolare dal freddo, a sud dal caldo e avvantaggarsi del guadagno solare, a est e ovest sia dal freddo sia dal caldo.
Sia che si scelga il cappotto con i pannelli, sia con la mescola, sarebbe opportuno riuscire a dosare densita' (quindi inerzia termica) crescente da nord a sud.

Mer, 18:24 laboratorio.terraterra
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Le consiglio il sito della cortexa, www.cortexa.it dove potrà trovare tutte le informazioni del caso. 

La realizzazione del cappotto non è mai una lavorazione banale, deve essere affidata ad imprese competenti.

Le suggerisco di far sottoscrivere all'impresa il protocollo di posa che trova nel sito.

Riguardo alla fattibilità delle lavorazioni, per non andare incontro a sorprese, è bene rispettare le prescrizioni delle schede tecniche dei materiali del sistema cappotto prescelto, normalmente è prescritta una temperatura di almeno 5 gradi. 

Quindi le consiglio di aspettare la primavera.

Sab, 15:23 marco.ghielmetti
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Innanzitutto ritengo importante rivogersi ad un professionista per i consigli utili : eseguire il cappotto sigifica modificare o sotituire le soglie, verificare lo spessore utile del serramento per poter eseguire il risvolto delle spallette, verificare la tipologia dei serramenti, se sono vecchi senza vetro-camera e con battuta semplice, verificare lo stato dell'intonaco e della pittura in quanto supporto successivo al cappotto.

Eseguire un progetto per determinare lo spessore più idoneo del cappotto ed i materiali da utilizzare.

Quidi rivolgersi ad almento 3 ditte specializzate affinchè formulino l'offerta ragguagliabile quindi con la stessa tipologia del matariale, comprensiva di ogni onere qundi anche dell'impalcatura necessaria e stabilire le modalità di pagamento ed i tempi necessari per l'esecuzione con penale per il ritardo.

Lun, 17:31 geom.mattioni
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La fretta è cattiva consigliera!!

Sicuramente le converrà contattare un tecnico, ricevere alcune offerte e con il tecnico valutarle.

E' importante richiedere la quotazione ad imprese che normalmente eseguono questo genere di lavorazioni.

Per quanto riguarda le temperature, penso che anche questo autunno, difficilmente avremo temperature proibitive.

Mer, 9:36 s.web
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Premetto che probabilmente le detrazioni fiscali proseguiranno anche il prossimo anno, anche se richiederanno uno spessore maggiore in quanto ad oggi vengono richiesti dalla legge parametri più performanti in termini di efficienza energetica. 

La prima cosa è quella di rivolgersi ad un tecnico qualificato (possibilmente anche sulla carta e non solo a parole) che le suggerisca non solo il materiale ma anche una soluzione per risolvere i diversi ponti termici presenti ed i punti critici della sua abitazione (cosa che va fatta solo dopo un sopralluogo per dare effettivamente una soluzione reale ai suoi problemi!). Una volta stilato un progetto, va redatto un capitolato e quindi richiesti due o tre preventivi preferibilmente ad aziende che si occupano principalmente di posa di sistemi a cappotto, che potranno così fornirle una garanzia almeno decennale non solo sul materiale ma anche sul sistema di posa (solo se viene seguita la procedura ETA). E' bene che il tecnico a cui si affida sia anche coinvolto nella direzione lavori in modo che si assicuri che tutti i particolari esecutivi forniti vengano effettivamente realizzati come indicato sulla carta. 

Il costo sarà un pò più elevato rispetto a progettisti ed imprese che si occupano di tutto un pò, ma in questo settore vale il detto "chi più spende meno spende" ovvero "la qualità si paga e paga nel tempo".

Dom, 19:12 Arch. Spirandelli - architettura salubre ed efficiente
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