Home > Coibentazione Isolamento > Muffe Perché Si Manifestano E Come Toglierle Dal Muro 11 01 2016

muffe: perché si manifestano e come toglierle dal muro

di Andrea Nobile

E' abbastanza frequente che sulle pareti delle abitazioni avvenga la comparsa di muffe. Il fenomeno trova una spiegazione nel contenuto di vapore acqueo presente nell'aria. Nell'ambiente interno, ad ogni temperatura dell'aria, è associata una quantità massima di vapore che può essere contenuta nell'aria stessa; questa quantità è tanto più grande quanto più la temperatura è alta.

In modo semplice, si può riassumere il concetto con questo semplice disegno:

 

Alla temperatura dell'aria T1 è presente vapore acqueo in quantità pari al 60% ovvero si ha un'umidità relativa UR=60%. Con la stessa misura di vapore ma ad una temperatura T2<T1, il recipiente raffigurato a destra risulta 'riempito' di umidità/vapore in percentuale maggiore =80%. Quando il vapore contenuto nell'aria raggiunge il valore massimo (=100%) si assiste al fenomeno della condensa.

In un locale dell'abitazione la temperatura dell'aria non è uguale in ogni punto ma si innalza o si abbassa (di tanto o di poco) in funzione della vicinanza di: un termosifone, una finestra, una parete o di altri elementi presenti come un computer, una lampadina elettrica o altro. In questo modo ho più temperature interne: T1, T2, T3.... in cui il contenuto di vapore può rappresentare valori come il 60%, 80% o il 100%.

Viene comodo in aiuto, la classica immagine della bottiglia levata dal frigorifero. Con la temperatura superficiale dell'involucro (vetro, plastica, metallo) inferiore in modo consistente rispetto la temperatura-aria-ambiente, il vapore a contatto con la bottiglia condensa perchè il 'nostro recipiente ha bordi più bassi' (rif. immagini precedenti) così da permettere una UR=100%. Il vapore non è più trattenuto nella quantità d'aria, e dallo stato aeriforme passa a liquido.

Solitamente le muffe si manifestano in maniera più evidente nelle stanze da letto, nei bagni e nelle cucine; in questi ambienti avviene la maggior produzione di vapore (persone durante la notte/utilizzo dei servizi igienici/cottura cibi). Succede così che, ad esempio nella stanza da bagno dopo una doccia calda, aumenta la produzione di vapore a tal punto che, in vicinanza del vetro di una finestra (temperatura più bassa) avviene la condensa del vapore.

Mentre la condensa si ottiene con UR=100%, dallo studio biologico delle muffe emerge che per numerose specie fungine, le condizioni ideali per proliferare non si manifestanto in concomitanza di UR=100% ma mediamente a partire da condizioni che superano l'80%. Questo significa che non si vedono condense/acqua in determinati punti critici della stanza come angoli di parete, pareti esposte a nord o perimetro delle finestre, zone solitamente a temperature inferiori rispetto la temperatura ambiente.

               

Il perdurare di condizioni di umidità prossima all'80% in questi punti, crea le condizioni adatte alla proliferazione di muffe.

La migliore prevenzione del fenomeno è quella di evacuare all'esterno il vapore prodotto semplicemente aerando la stanza. All'apertura della finestra, il vapore concentrato maggiormente nella stanza, per effetto della sua minore quantità all'esterno (più bassa è la temperatura ed inferiore è il contenuto di vapore contenuto nell'aria in grammi per kg) si disperde.

E' frequente che a causa della poca propensione a lasciare le finestre aperte durante la stagione invernale (per molti motivi tra i quali il comfort e risparmio energetico oltre che la protezione da rumori esterni o da eventuali intrusioni), il rischio di condensa e conseguente formazione di muffe sia comunque alto. La tendenza più attuale delle famiglie è quella di aprire poco i serramenti per il ricambio favorendo, di fatto, l'accumulo di vapore all'interno.

E' sbagliato aspettarsi che attraverso la sola traspirabilità delle pareti, e più in generale dell'involucro opaco (pareti, pavimenti, soffitti, coperture), si possa garantire il corretto numero di ricambi d'aria all'interno. L'ordine di grandezza della quantità di vapore d'acqua smaltito dalla finestra, è di circa 30/40 volte maggiore rispetto la traspirazione dei muri.

Se la presenza della muffa si è già manifestata e, magari, il periodo invernale non permette un'areazione consistente, il consiglio, prima di attivare qualsiasi forma di intervento sulla zona è quello di risanare la superfice. Può essere adatto il contributo di un deumidificatore, oppure alzare di uno/due gradi, la temperatura dell'ambiente. In questo periodo serve maggiore sensibilità nell'utilizzo del locale (all'interno evitare di stendere i panni) cercando sempre di accentuare l'aerazione.

Una volta che si interrompe l'azione delle muffe, esistono in commercio apposite soluzioni (per lo più a base di ammoniaca) da applicare sulla zona ammalorata e consentire così la rimozione dei funghi/spore che hanno intaccato l'intonaco. In ultimo si può concludere con una tinteggiatura con prodotto specifico.

Per approfondimenti o risoluzione di problemi relativi a muffe e condense è sempre opportuno rivolgersi ad un professionista esperto, come quelli presenti in RistrutturoSicuro, che potranno così valutare il problema e la relativa soluzione attraverso imprese di fiducia ed a prezzi vantaggiosi.

 

 

 

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