Home > Coibentazione Isolamento > Come Scegliere i Pannelli Isolare Dallinterno 25 11 2016

come scegliere i pannelli per isolare dall'interno

di Beatrice Spirandelli
pannelli isolanti per pareti interne

L’isolamento termico dall’interno è una soluzione che andrebbe riservata quando non fosse possibile applicare il classico cappotto esterno, come ad esempio quando si deve intervenire in una unità immobiliare facente parte di un condominio, quando l’edificio è rivestito con materiali “a vista” (mattoni, piastrelle o pietra).

In genere si tratta di una soluzione più economica rispetto al cappotto esterno in quanto non comporta il montaggio di un ponteggio. Per contro l’isolamento dall’interno presenta alcuni svantaggi tra cui la mancata correzione dei ponti termici ed un peggioramento del comportamento termico della struttura durante la stagione estiva, oltre al rischio di insorgenza di umidità interstiziale tra gli strati interni della muratura che a lungo andare può a portare a problemi di integrità strutturale.

Per questo motivo, ogni volta che si coibenta termicamente una struttura, la legge richiede di verificare l’assenza di rischio di muffa superficiale e di condensa interstiziale al suo interno. Questa verifica va fatta generalmente seguendo la norma tecnica UNI EN 13788, che prescrive una simulazione semplificata dell’andamento della temperatura sia sulla superficie interna che all’interno delle strutture, correlandolo con la presenza di umidità. In alcuni casi è possibile effettuare una verifica più approfondita, descritta nella norma tecnica UNI EN 15026, attraverso una valutazione dell’andamento dell’umidità in regime dinamico, che simula il reale comportamento della struttura oggetto dell’intervento tenendo conto anche dei fenomeni di asciugatura e del comportamento dell’utenza. Questo genere di verifica, eseguita in una delle due modalità, deve essere inserita nella relazione tecnica energetica (chiamata comunemente ex L 10/91), la quale è richiesta dal Comune e firmata da un tecnico qualificato in allegato alla pratica edilizia che deve essere compilata ogni volta che si effettua una operazione di riqualificazione energetica per verificare che i valori di trasmittanza della nuova struttura siano inferiori ai limiti di legge.

Le strategie progettuali di isolamento termico dall’interno più perseguite sono due.  In entrambi i casi c’è un rischio di condensa interstiziale che aumenta con lo spessore dell’isolante, il quale dipende dalla tipologia di muratura sui cui si va ad intervenire e dal valore di trasmittanza da rispettare per legge e per godere delle detrazioni del 65% legati agli interventi di efficientamento energetico.

La pratica più comune è quella di utilizzare materiali coibenti “ordinari”, quali EPS o lana di roccia, accoppiandoli ad una barriera al vapore, ovvero ad uno strato di materiale impermeabile che si frappone tra lo strato isolante ed il rivestimento interno per impedire la formazione di condensa negli strati interni della muratura. A fronte di questa soluzione in alcuni casi, soprattutto nella stagione estiva e in ambienti interni molto umidi o di umidità di risalita, la barriera al vapore può comunque impedire il corretto funzionamento della struttura in termini igrometrici.

Per questo motivo sarebbe meglio evitare l’utilizzo di barriere al vapore e optare per una seconda soluzione, che prevede l’applicazione di materiali isolanti naturali ed igroscopici, quali ad esempio il sughero, la fibra di legno, i calcio silicati, la canapa o il calcecanapulo, rivestiti verso l’interno con materiali di rivestimento altrettanto naturali ed igroscopici, ovvero argilla o calce.

Questo genere di prodotti sono in grado per natura di regolare automaticamente il contenuto di umidità in funzione di quella ambiente, assorbendola quando ce n’è troppa e rilasciandola quando l’ambiente è secco.  Per questo motivo in questi casi si effettua la  verifica di rischio di muffa e condensa interstiziale in regime dinamico, in quanto essa è l’unica in grado di  tenere in considerazione il contributo di questi materiali all’asciugamento della struttura .

In sintesi la scelta migliore per il cappotto interno dovrebbe cadere sui materiali isolanti naturali, che dovrebbero essere applicati nello spessore minimo necessario per soddisfare i requisiti richiesti dalla legge. Si ricorda che anche per questo intervento è possibile ottenere la detrazione del 65% per gli interventi di  efficientamento  energetico.

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