Home > Coibentazione Isolamento > Cappotto Interno Sughero 01 06 2016

cappotto interno sughero

Vorrei realizzare un cappotto alla mia abitazione (5° piano di un condominio) ma l condominio me lo impedisce anche perché andrei a variare lo spessore della facciata e ci sono dei vincoli. Quindi devo fare un cappotto interno ma vorrei ridurre al minimo lo spessore per non perdere troppo spazio interno e allo stesso tempo avere una buona efficienza del cappotto in modo da risparmiare sul riscaldamento (e ripagarmi la spesa in poco tempo) ed evitare anche la condensa.

Una volta si usava il sughero poi so che sono usciti altri materiali più artificiali e quindi forse più tossici per la salute. Potreste indicarmi qualche prodotto in sughero (quindi naturale) che abbia un prezzo e uno spessore contenuti ma comunque garantisca un buon risultato?

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Risposta:

Premesso, come ben noto ormai, che la miglior coibentazione termica per un involucro edilizio si ottiente sempre posandolo all'esterno perchè:

1. si evitano i ponti termici;

2. si mantengono i muri e le coperture calde più a lungo.

Se siamo veramente nel caso rarissimo in cui non si possa isolare dall'esterno (edifici vincolati) la soluzione è un cappotto traspirante interno. Perchè traspirante? Perchè durante l'uso quotidiano dell'abitazione produciamo grandi quantità di umidità che dovrebbero poter trasmigrare verso l'esterno. Se ciò non avviene la superficie più fredda (muri e solai) che l'aria calda ed umida incontra diventa un elemento "fertile" per le spore della muffa con le conseguenze ben note. Il problema non è risolvibile se non con una VMC, una ventilazione meccanica controllata, o con materiali appunto che lasciano passare le goccioline di umidità. Un ottimo materiale in tal senso sono i calcio silicati, buone anche le fibre naturali come lana di lino, canapa, fibra di legno e appunto il sughero. Lo spessore però, per ottenere una performance giustificata, non dovrebbe scendere sotto gli 8/10 cm e questo naturalmente implica una perdita di superficie interna. 
L'unica alternativa sul mercato, non tossica o inquinante, sono i pannelli in aerogel e i pannelli di isolanti sottovuoto. Questi utilizzanto le nanotecnologie e la tecnica del sottovuoto possono permettere un grado di coibentazione pari a quella dei prodotti più tradizionali con pochissimi centimetri di spessore 1/2 cm.

Ven, 15:22 MARCO MARCHESI
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Le proposte dei colleghi sono tutte valide.

Ci tenevo a precisare un aspetto forse poco chiaro che mi è capitato di recente di trattare con un cliente: la realizzazione un cappotto interno consiste nella realizzazione di una controparete interna.

In pratica si andrà a realizzare una intelaiatura interna in aderenza alla parete esistente con la stessa strututra con cui si realizzano le pareti in cartongesso (la struttura dell'inetlaiatura può essere in metallo ma anche in legno) .

Il pannello utilizzabile per la controparete può essere vario, consiglio comunque fibrogesso (vedere prodotto marchio Fermacell) per le buone caratteristiche di resistenza al carico.

Lo spessore dell'intercapedine lasciata vuota, il cui spessore varia in base al grado di isolamento desiderato e alle caratteristiche dell'isolante  può essere riempito in vario modo: da materiale secco sfuso come appunto sughero granulare sfuso (vedere DITTA TECNOSUGHERI CORKPAN GRANUALRE), all'utilizzo di materiale UMIDO come il calcecanapulo (vedere ditta Equilibrium) oppure può essere inserito un pannello di fibra di legno (o altre fibre naturali).

Con i materiali naturali c'è sempre bisogno di maggiori spessori ma la traspirabilità è garantita.

Con l'occasione dei lavori potrebbe anche pensare di eventualmente sfruttare l'intercapedine per ripensare, se fosse necessario, all'impiantistica (elettrica) spostando vari punti luce e prese elettriche.

Annotazione tecncia: l'isolamento funziona in modo corretto solo se è "continuo" , per questo motivo viene sconsigliata al realzzazione della solo contraparete interna, in quanto, come può immaginare l'angolo tra parete e solaio rimane "scoperta".Il probelma che si può generare è che sulle porzioni maggiromente fredde si genri condensa con le problematiche che ne derivano. La migliore soluzione sarebbe quella di pensare ad isolare anche porzione del soffitto e del pavimento ma mi rendo conto che l'intervento (sopratutto a pavimento) diventrebbe un po' troppo invasivo.

Annotazione pratica: con al realizzazione della controparete dovrà anche ripensare alle soglie delle finestre.

 

 

 

Ven, 15:01 laura.gambardella.85
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Risposta:

Tempo fa avevo scritto un articolo proprio sull'argomento di Suo interesse, mi permetto quindi di allegare qui il link diretto, grazie.

http://www.ristrutturosicuro.it/coibentazione-isolamento/quali-sono-i-va...

Mer, 9:58 cristian.sporzon
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Come già indicato dal collega, una soluzione ottimale a basso spessore ed elevato risultato termico, può essere l'utilizzo di materiale in aerogel come ad esempio il pannello "Aerogips" (Aeropan) costituito da un isolante nanotecnologico a base Aerogel accoppiato ad una lastra in gesso rivestito ad alta densità per un ottimo comfort termo-acustico, quindi un sistema di placcatura già prefinito.

In alternativa propongo un pannello isolante multistrato a base di lana di pecora con trattamento antitarme, TrisoLaine (Actis s.a.), già provato e testato personalmente per isolamento in falda di tetto accoppiato a fibra di legno, ma adatto per posa anche verticale a parete.

Sab, 0:32 GianpieroMeroni
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Risposta:

Il sughero rimane sempre il miglior materiale naturale con caratteristiche termiche eccellenti. Consiglio la gamma Weber comprensiva di tasselli e collante adatti

Ven, 15:02 Ernesto Cimbalo Ingegnere Designer
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